A proposito di “evoluzione”!

Uscendo oggi dall’aula A mi sono imbattuta come spettatrice occasionale in una scena che oserei definire “felliniana”: un rappresentante degli studenti in un cerchio di una dozzina di colleghi cercava affannosamente di spiegare ai …malcapitati che l’università di Bari e la nostra facoltà sono in stato di agitazione contro il decreto sulla scuola e l’università predisposto dal governo in carica.

L’espressione degli ascoltatori lasciava chiaramente intendere che l’interesse per la questione presentata in termini così drammatici si collocava ad un livello minimale, un livello di pura cortesia e di urbano rispetto verso un collega che, avendo magari del tempo da perdere, si impegnava comunque in un affare troppo lontano dai problemi …veri (esami, frequenza, libri da trovare, professori da inseguire ecc.). Mi sono tornate alla mente scene lontane di assemblee ben più animate, in qualche caso troppo animate, nelle quali sembravano non esistere temi lontani dagli interessi dei presenti per quanto ampi e complessi potessero apparire.

Magari si finiva spesso per proporre iniziative poco realistiche per obiettivi e strumenti di realizzazione, magari si approfondivano steccati ideologici più che trovare un terreno concreto di intesa, ma le idee circolavano forse anche troppe e in qualche caso troppo dirompenti. Oggi dove siamo collocati sulla linea dell'”evoluzione”, noi più anziani e voi generazione del futuro? Che cosa ci interessa veramente?  Ha ancora senso parlare di responsabilità collettiva? Meditiamo gente…mediatiamo e perchè no? parliamone, sempre se riterrete che ne valga la pena.

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18 Responses to A proposito di “evoluzione”!

  1. ramia88 ha detto:

    In merito alla lezione di oggi vorrei segnalare la pagina di Wikipedia sulla deriva dei continenti (ricostruita tramite un’animazione semplice ma a mio parere efficace): http://it.wikipedia.org/wiki/Deriva_dei_continenti

  2. Maria Grazia ha detto:

    Forse nella società dei “tronisti”, dei salotti (ovviamente non letterari) e delle liti in TV parlare di cose così difficili quali il futuro della nostra cultura e del nostro sistema formativo è poco interessante.

    Viviamo in un contesto in cui qualsiasi cosa ci circondi ci ricorda che siamo NOI al centro del mondo. Intesi ovviamente come singolarità: i miei bisogni, i miei obiettivi, i miei esami, i miei appunti…

    La collettività è sparita. L’appartenenza ad un NOI che sia qualcosa di più di un IO è relegata al bagaglio ideologico di fantomatici comunisti (di cui tutti parlano ma che nessuno sa dove siano) o utilizzata strumentalmente per la difesa di identità culturali anacronistiche o costruite ad hoc.

    Gli ideali mettono le ali al cuore e alla mente. Dovrebbero essere l’ossigeno del tessuto giovane della società. Eppure…

  3. michelatriggiani ha detto:

    Salve professoressa! Ha toccato un tasto ahimè, come dire, triste.
    A me è capitata una cosa simile alla sua (anche se a dir il vero me ne capitano quasi tutti i giorni, ogni qual volta si cerca di fare un discorso intelligente con qualcuno), parlavo con un programma di messaggeria istantanea con dei miei amici di università e fra questi vi era anche una mia amica di Milano. Si parlava appunto di questa “bellissima” riforma a cui stanno pensando alcuni dei nostri politici… parlare è una parola troppo grossa, dato che alla fine nessuna e dico nessuna delle persone con cui parlavo sapeva nulla, alcuni ne avevano sentito giusto parlare fra i corridori o facendo zapping in televisione, altri non ne conoscevano neanche l’esistenza!
    La verità? Alla fine non me ne sono meravigliata neanche più di tanto… proprio perché abituata, e quindi mi collego a ciò che ha scritto Maria Grazia nel suo commento.. viviamo, oggi, in una società così finta, così ipocrita, così ignorante (posso dirlo o è troppo?) dove alla fine interessa più chi è uscito dal Grande Fratello o chi è la Talpa, o chi è la nuova Velina, o sapere perché la sera prima si erano presi a sberle in tv che INFORMARSI, su una questione che tocca da vicino, che tocca da vicino tutti noi!

    E poi ci si lamenta, si piange.. quando una settimana prima invece di scendere in piazza, alzare la voce facendo valere i propri diritti, le proprie idee, si era comodamente sotto le coperte a dormire in casa..

    Come si può pretendere che un ragazzo/a che pensa qual’è l’ultimo modello di jeans da comprare riesca a capire la GRAVITA’ di questo decreto?! O la gravità di qualunque cosa..

  4. marianorizzo ha detto:

    Quoto assolutamente l’intervento di Maria Grazia.
    La situazione è molto grave, davvero: il fatto che non si sappia per cosa si sta lottando è una tristissima realtà. I ragazzi vanno a fare sciopero, fanno il chiasso che devono fare e poi se gli si chiede chi è la Gelmini si guardano attorno smarriti.
    Io ho la “fortuna”, per così dire, di avere una madre insegnante, e quindi di vivere attraverso lei le fasi di questo dramma, perchè è un dramma sociale… stanno cercando di fare l’Italia in un’Italia che non c’è, che esiste solo nei sogni di persone che credono che tutti siano ricchissimi e che non ci siano problemi non risolvibili con il fatidico “Pugno di Ferro”.
    E il problema, sì, è che chi dovrebbe prendere coscienza del proprio futuro non sa dove mettere le mani.

    E non solo perché i media fanno ostruzionismo: infinite sono le cause per le quali si perde sempre più la coscienza di chi si è e soprattutto di cosa si ha da dire… si perde di vista il concetto del fatto che se siamo al mondo non è per divertirci o per avere (o meglio, illudersi di avere) tutto e subito, e soprattutto senza condividerlo con gli altri, perché tanto “ognuno pensa a se stesso” e “tanto lo fanno tutti”…
    Eppure, così come abbiamo visto anche a lezione, non sono poi tanto lontani i nostri cugini animali dalla mente alveare capace di mandare avanti un branco… perché allora ci si deve interessare alla realtà solo per dipingerla come un “brutto sogno”, dove nomi e situazioni sono soltanto di passaggio, come uno spot televisivo? Sarebbe semplicissimo cambiare canale premendo il tasto OFF del telecomando… ma per cambiare il mondo… beh, per quello ci vuole un tantinello di più. E se ci si accorgesse che il primo passo è la cooperazione…

  5. Alessandra ha detto:

    Buon giorno Professoressa, Dottoressa, colleghi!
    Questo argomento è alquanto scottante!
    Questo decreto 137/2008 dà solo dolore, perchè distruggere la scuola e l’università è come distruggere la propria famiglia!
    Io credo che questo decreto dei PADRONI sia non solo sbagliato e discriminante, ma credo che abbia anche delle conseguenze incostituzionali!
    Parte dell’Articolo 33 della Costituzione della Repubblica Italiana:
    “La Repubblica (…) istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”
    Ora o la Repubblica non è più una res pubblica o l’università non è una scuola, ma è un posto che accoglie ragazzi che non hanno niente da fare. Sono un po’ indecisa….
    Articolo 34 della Costituzione della Repubblica Italiana:
    “La scuola è aperta a tutti”
    E’ proprio vero, infatti i PADRONI si stanno subito prodigando per la creazione di classi differenziate per stranieri. (Ma come????….I PADRONI non fanno la raccolta differenziata dei rifiuti , ma degli stranieri sì????)
    “I capaci e i meritevoli, ANCHE SE PRIVI DI MEZZI, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”
    Davverooo? che notizia sorprendente! Con la fondazione per privati non sarà più così!
    “La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze.”
    Certo! Il privato-imprenditore finanzierà SICURAMENTE la cultura, l’istruzione e la ricerca.
    Per non parlare dello scatafascio in cui è stata mandata la scuola primaria in cui lavorano i nostri genitori, in cui studiano o studieranno i nostri figli e i nostri nipoti!
    Il nostro futuro è in mano ai Padroni!
    RIPRENDIAMOCELO!!!

  6. marianorizzo ha detto:

    Ciao Alessandra cara 🙂
    Il problema dell’istruzione è purtroppo il riflesso condizionato della situazione attuale del nostro Paese: lo si vuole trasformare in una società per ricchi quando ricchi ce ne sono pochi. E questo riflette ovviamente la politica di chi vilipende la Costituzione alzando il dito medio durante l’Inno di Mameli (se lo facessi io come minimo sarei arrestato per reati contro la Patria!): una politica di totale emarginazione del diverso, un’oligarchia (aristocrazia???) che vuole forzatamente mascherarsi da democrazia.
    Ultimo esempio, drammatico tra i drammatici: Le classi differenziate per extracomunitari. Ma ci pensate? I bambini (BAMBINI!!!) seguiranno per un intero anno scolastico programmi appositi in classi apposite, senza venir mai in contatto con gli italiani.
    Ora, a parte che io prima di raggiungervi qui a Beni Culturali ho fatto due anni di lingue e 5 di linguistico, e so per esperienza che le lingue non si imparano in classe ma andando tra la gente che la parla… non trovate triste che si voglia emarginare qualcuno a tal punto?
    Il guaio è che in Italia si è sempre pronti a dare la colpa a qualcun altro…

  7. iside1989 ha detto:

    Professoressa e colleghi,
    come per molti, anche per me questa riforma è non solo anti-storica ma, scusate il termine, da ignoranti…mi riferisco non solo al maestro unico o riduzione dell’orario di lezione, ma faccio riferimento soprattutto alla volontò di alcuni politici di creare classi diverse per stranieri…siamo al limite della xenofobia…ho studiato per 5 anni in un liceo delle scienze sociali dove la mia docente di scienze sociali ci ha insegnato l’importanza della multicultura, nelle scuole e fuori, un tema sempre più attuale in una società che diventa sempre più “globale”…lo starniero non deve essere visto come un diverso, ma si deve comprendere che egli altro non è che una fonte di arricchimento…lo scambio culturale ci permette di aprire gli occhi, conoscere e capire che al mondo non ci siamo solo noi con la nostra cultura e tradizioni, ma ci sono altri mondi, altre realtà che vanno scoperte…non possiamo tollerare, nel terzo millennio, riforme così palesemente discriminatorio…scusate l’accesa risposta, ma questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore…buongiorno a tutti e buona domenica…

  8. gin3vr4 ha detto:

    Salve a tutti!!
    entrando nel blog sono rimasta molto incuriosita dal post della proff Maria Grazia e mi sono completamente immersa nella lettura dei vari commenti dei miei colleghi…
    Non c’è dubbio che ciascuno abbia chiaramente esposto la propria opinione e che stranamente siano tutte sostanzialmente concordi, a prescindere da varie sfumature che sono state evidenziate da taluni; allora mi chiedo…chi fa veramente parte della categoria di giovani indifferenti all’avvenire? ma soprattutto: perchè c’è questa indifferenza dilagante?
    Parlo da sognatrice e lottatrice, durante gli anni del liceo mi sono battuta contro le ingiustizie, partecipando a dibattiti scioperi e manifestazioni cittadine miranti a migliorare la qualità dell’istituto come struttura e come luogo di studi. Quindi mi sono fermata a pensare:
    cosa ho ricavato da tutte le mie lotte?
    la risposta purtroppo è più triste di quanto si possa mai pensare. Non solo non fruttarono nulla di concreto perchè come sempre “il mondo dei grandi” guarda con sufficienza e sospetto le manifestazioni e le iniziative di noi giovani (ES.:”nèèè avete fatto sciopero?e perchè?avevate l’interrogazione di matematica?!” , una delle tante frecciatine ricevute); ma sono state strumento di prevaricazione da parte degli altri studenti che si cullavano nella bambagia ben sapendo che comunque qualcuno al posto loro avrebbe parlato. Ecco quanto ne ho ricavato.
    Quindi mi chiedo, non per fare il bastian contrario, quanta gente preferisce stare al “calduccio delle proprie lenzuola”, cito la collega, perchè scottata da precedenti esperienze o per timore di non poter lasciare le redini del tram tram universitario, pena l’oblio e il caos?
    La mia vuole essere solo una provocazione…giusto per spezzare la routine del “io ritengo sia riprovevole” oppure ” ignoranza giovanile” ecc..
    non siamo anche noi i giovani di oggi?ma sopratutto, perchè non ho visto nessuno ascoltare quei ragazzi che sono entrati lunedì 20 nell’aula IV subito dopo la fine la lezione di letteratura latina, se non quelli che dovevano frequentare la lezione successiva??forse perchè era più importante immergersi fra altri libri ed altri appunti in qualche aula dispersa dell’ateneo….?!!?
    ciao a tutti 😛
    maria nunzia

  9. marianorizzo ha detto:

    Ciao Maria Nunzia 🙂
    Io le parole di quei ragazzi le ho sentite eccome (a onor del vero dovevo frequentare la lezione successiva, ma sarei rimasto comunque ;))… e purtroppo non hanno detto niente di nuovo per me. E nemmeno, tristemente, mi hai detto qualcosa di nuovo tu: anch’io sono schierato da una vita contro le ingiustizie, e non esclsuivamente contro quelle politiche (purtroppo errori ci sono da una parte e dall’altra). E sempre mi scontro con l’indifferenza, il pregiudizio e soprattutto il coltello il cui manico è tra le mani di chi ha il potere, o meglio l’ “autorità”. Ma non mi interessa: io lotto per quello che ritengo giusto e per costruirmi un futuro che mai come in questo momento mi appare scuro… certo, vorrei tanto che tra i soggetti stessi della nostra generazione ci fossero meno persone indifferenti, ma purtroppo è il risultato della troppa comodità (falsa peraltro) che la nostra società odierna celebra.
    In ogni caso oggi ero tra gli studenti che hanno protestato (almeno, tra quelli che hanno protestato DAVVERO) e giovedì 30 sarò a Roma. Costi quel che costi e sperando di raggiungere qualche risultato 😉

    (Mamma che post “politico” :P)

  10. gin3vr4 ha detto:

    Scusate…erroneamente nel mio commento ho scritto di riferirmi al post della proff Maria Grazia invece di scrivere della proff Pasqua Colafrancesco…scusate ancora.. 🙂

  11. Alessandra ha detto:

    …ma allora ci sono studenti consapevoli in giro per le università baresi!!!
    Consapevoli che i gentili signori Tremonti e Gelmini stanno distruggendo il loro e nostro futuro, consapevoli che se vorranno diventare professori dovranno aspettare UN BEL PO’ per avere la cattedra, consapevoli che probabilmente se i tagli finanziari verranno effettuati, chissà se potranno iscriversi ancora all’università negli anni futuri
    Parlate di indifferenza? Bè sì, c’è .
    Ma quello che è successo stamattina all’ateneo, fa ben sperare!
    Ottima organizzazione del collettivo di Lettere e Filosofia!
    Graditissima la presenza dei presidi, dei professori, dei ricercatori!
    Anche loro colpiti da questa assurda e impopolare, a quanto pare, legge!
    Peccato per quelli che hanno preferito andersene dopo le lezioni, peccato per il poco entusiasmo riscontrato a giurispudenza, peccato per chi crede che questo evento importante, sia manifestazione o assemblea, sia tempo perso…
    …peccato perchè, che siate di destra o di sinistra non conta, l’università è di tutti! Si combatte per tutti!

  12. marianorizzo ha detto:

    Sì, e intanto il nostro amato Premier ipotizza l’intervento delle forze armate…
    Io ho fatto della mia voglia di comunicare la mia forza, e niente e nessuno potrà togliermela. E spero che con me, Alessandra, Maria Nunzia e gli altri che hanno postato qui ci siano molti altri che si rendano conto di quanto è importante, ora come ora, gridare le nostre ragioni contro il pugno di ferro di chi vuole distruggere i nostri sogni.

  13. Pasqua Colafrancesco ha detto:

    Anche io mi sono fermata dopo la lezione ad ascoltare gli studenti entrati in aula; anche io ho notato che la maggior parte degli studenti si era frettolosamente allontanato per raggiungere altre mete o solo perchè non si riteneva destinatario del messaggio. sono rimasta un pò delusa dalla scelta di leggere un comunicato frutto di un comnsiglio di facoltà certo autorevole per la fonte che lo aveva elaborato, ma forse un pò lontano dalle aspettative e dal linguaggio dei destinatari. Questo però non cambia il fatto che come spesso o sempre accade qualcuno si butta e altri si ritirano in buon ordine: dove sono gli altri 25-30 colleghi ai quali è stato offerto questo spazio di discussione?: non devono discutere con me ma con i propri coetanei compagni di viaggio, non devono buttarsi in mezzo ad una manifestazione di piazza ma offrire un contributo di condivisione ad un dibattito che riguarda il loro presente e il loro futuro. I grandi movimenti di opinione nascono dalle piccole scelte singole di volerci essere, dalla fiducia che le idee scambiate e condivise costruiscono un diverso progetto di mondo nel quale vivere.

  14. Maria Grazia ha detto:

    Qualche riga (ma solo qualche perché oggi mi sono già sfogata sul mio blog).
    Seguo, ovviamente, la discussione da qualche giorno ma non sono intervenuta perché non volevo essere troppo invadente.
    Io, ovviamente per chi mi conosce 🙂 , sarò a Roma il 30 ma questo fa parte del mio background. Come ho detto ieri in altra sede, credo che – pur nella gravità del momento – sia importante coglierne le potenzialità positive, rappresentate in primo luogo dal fatto di pensare globalmente a tutto il sistema formativo. Non è importante “andare in piazza” o non farlo ma sapere perché lo si fa o meno.
    Da non trascurare, inoltre, che la protesta in molte università vede “affiancate” componenti studentesche di destra e di sinistra (per tacere di quelli che non si sono mai posti, fino a questo momento, il problema della propria connotazione politica). Un motivo ci sarà…

  15. Alessandra ha detto:

    ditemi che ne pensate, bello no?
    http://www.pupia.tv/notizie/0004232.html

  16. Maria Grazia ha detto:

    Grazie Alessandra. Sapevo che era in giro. E’ già sul mio blog.

  17. marianorizzo ha detto:

    Santa miseria… non ho davvero parole. O meglio, le avrei ma è meglio che rimango in silenzio 😕

  18. Pasqua Colafrancesco ha detto:

    Chi come Cossiga ha davanti a sè solo il rendiconto ultimo qualche volta sceglie di essere onesto fino in fondo senza più maschere: era giusto allora scrivere il suo nome Kossiga per evocare le trame buie dei razzisti e dei nazisti ma non sottovalutiamo il dato inquietante che i sistemi candidamente confessati dall’anziano politico condivisi dalla classe politica di quegli anni non sono mai andati in pensione e che la strategia della tensione può riemergere in forme subdole in ogni circostanza soprattutto nei momenti in cui più forte e necessaria si fa la dialettica poltica: speriamo che gli incidenti del corteo di studenti a Milano restino solo un caso isolato ma sarà fondamentale giovedì 30 a Roma il sereno controllo e l’attenta vigilanza di tutti perchè una legittima manifestazione di dissenso democratico e pluralistico rimanga tale.

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