La diga di Assuan e il salvataggio dei templi (anni ’60)

Nel 1954, il governo egiziano decide di costruire a sud della città di Assuan una gigantesca diga destinata a trasformare e modernizzare l’economia del paese ma che rischiava di sommergere, con il suo immenso bacino di raccolta, decine di edifici e di siti archeologici tra cui i templi di Abu Simbel e di Philae.

Per questo i governi dell’Egitto e del Sudan hanno chiesto, nel 1959, l’aiuto attivo dell’Unesco dal punto di vista materiale, tecnico e scientifico per proteggere e mettere in atto i progetti di salvaguardia dei monumenti dell’antica Nubia.

L’Unesco ha risposto lanciando un duplice appello: il primo, di ordine generale, nel marzo del 1960; il secondo, nel novembre del 1968, riguardante specificamente il salvataggio dei templi di Philae.

La Campagna si è data i seguenti obiettivi:

1. Inventariazione dei monumenti della Nubia

2. Individuazione di quelli a rischio inondazione

3. Azione di salvaguardia dei monumenti a rischio, che ha comportato lo spostamento di interi siti in zone non minacciate dal rialzo del livello delle acque.

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