Il principio di sovrapposizione

(Siate clementi, è il mio primo post! Anche se, a dire il vero, mi sono molto divertito :))

INTRODUZIONE

Quello che solitamente ci viene insegnato a scuola riguardo la differenza tra preistoria e storia è che ci sia una distinzione netta tra l’una e l’altra sancita dall’invenzione della scrittura, “giro di boa” nel passaggio dalla prima alla seconda. In realtà non è esattamente così: la scrittura, infatti, è da intendersi come uno strumento per conoscere il nostro passato, ma non da identificare come il nostro passato stesso; esistono infatti diverse testimonianze addirittura più antiche dei testi scritti che, pur non essendo redatte da mano umana, ci permettono di andare a ritroso nel passato del pianeta e, incidentalmente, anche del nostro passato.

US National Oceanic and Atmospheric Administration

Fonte: US National Oceanic and Atmospheric Administration

Si tratta delle rocce, che, opportunamente studiate, costituiscono dei veri e propri documenti cui attingere per la ricostruzione delle fasi più antiche della storia terrestre.

Negli ultimi decenni, questo studio è stato soggetto ad un grande progresso: La Geologia (scienza che ha come materia la ricostruzione della storia della terra) e la Paleontologia (che invece si occupa dello studio delle prime forme di vita) sono scienze strettamente correlate tra loro nella ricostruzione storica del nostro pianeta, e il loro punto d’incontro è da identificare nei fossili, veri e propri documenti, testimonianze dell’evoluzione continua delle forme di vita.

IL PRINCIPIO DI SOVRAPPOSIZIONE

Nello studio geologico, e di conseguenza nell’utilizzo di questo per la ricostruzione storica, è necessario tener presente uno dei principi essenziali su cui esso pone le sue basi: il principio di sovrapposizione.

Esso si può riassumere in questo modo:

“In una sequenza di strati, ogni strato è più giovane rispetto a quello su cui poggia ed è più vecchio di quello che giace sopra”.

US National Oceanic and Atmospheric Administration

Fonte: US National Oceanic and Atmospheric Administration

Nonostante sia passibile di eccezioni (non dobbiamo dimenticare la possibilità di eventi geologici che possono cambiare la disposizione degli strati, come i terremoti o i movimenti tettonici), si tratta di un principio universale, che già agli albori della sua storia permise di gettare le basi per lo studio della Geologia; a tal proposito, è molto interessante scoprire come si è arrivati nel corso di secoli di studi alla sua formulazione finale.

Questo principio fu suggerito per la prima volta nel 1600 da Niccolò Stenone, ma la Chiesa non lo accettò, in quanto una visione simile del mondo andava in contrasto con la cronologia biblica del pianeta; probabilmente a peggiorare il tutto si aggiungevano le simpatie luterane di Stenone.

Fonte: EWTN Gallery

Nel 1749 Georges-Louis LeClerc, conte di Buffon, cercò di introdurre una nuova visione di questo principio, atta a conciliare la posizione di Stenone con quella della Chiesa: egli diceva che

“I sei giorni della Creazione potevano essere stati in realtà sei lunghe epoche, e che la superficie della Terra era stata plasmata e riplasmata da processi tuttora in corso”.

Ma nemmeno questa visione conciliatrice fu ben vista dalla Chiesa, che bruciò i suoi libri e lo costrinse all’abiura e all’accettazione della Bibbia come unica verità.

Più o meno suo contemporaneo fu James Hutton: nella sua opera “Theory of the Earth” egli sosteneva che il presente fosse la chiave per decifrare il passato, in quanto

“La terra è in costante mutamento per via dei fenomeni di erosione, ed essi sono compensati da lentissimi ma costanti innalzamenti della Terra”

Hutton fu però contestato dal clero, in quanto nella Bibbia si misurava l’età del Pianeta in seimila anni, mentre secondo le sue teorie

“Per la Natura il Tempo è senza fine e senza significato”.

Ma le idee di Hutton trovarono fondamento anni dopo la sua morte ad opera di Sir Charles Lyell, il quale pubblicò nella sua opera “Principles of Geology” le prove che il suo collega era stato nel giusto.

La sua teoria, definita poi “attualismo”, era innovativa sotto molti punti di vista, tra i quali c’era quello secondo il quale le trasformazioni e i modellamenti dei continenti o il ritrovamento di fossili marini in alta montagna non erano dovuti a cataclismi, ma, appunto, ai fenomeni di sovrapposizione.

Abbattuta quindi la barriera del pregiudizio, le idee di Stenone, LeClerc, Hutton e Lyell divennero le basi della Geologia, in quanto costituivano dei concetti cardine per lo studio geologico.

  • Innanzitutto, posero le basi per la definizione di una cronologia relativa della storia del mondo, che permette di individuare l’ordine in cui si sono succeduti certi eventi geologici a partire dalle unità cronostratigrafiche, corpi rocciosi formatisi in un dato intervallo di tempo.
  • A partire da questo, diventava chiaro che il tempo geologico doveva essere ben al di sopra della capacità immaginativa umana.
  • Inoltre, suggerivano che i fenomeni geologici che avvengono oggi sulla terra non sono differenti da quelli che accadevano nelle ere geologiche più antiche, a parte per il grado di intensità.

Il Principio di Sovrapposizione è utilizzato oggi dagli archeologi per datare i livelli archeologici più antichi rinvenuti nel corso di uno scavo al di sotto di strati più recenti di vestigia.

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6 Responses to Il principio di sovrapposizione

  1. Maria Grazia ha detto:

    Bene. Ho fatto tutto il più velocemente possibile così da dare a Mariano la soddisfazione di vedere il suo primo post pubblicato.
    Le modifiche da me fatte sono (immagini a parte) veramente pochissime e dettate essenzialmente dalla necessità di rendere più chiaro il concetto. Cmq… bravo 🙂

    Per ciò che concerne l’incipit del post, una nota per chiarire ancor meglio il concetto su cui poi si basa tutta l’impostazione di questo corso:

    la cesura, la linea di confine rappresentata dalla comparsa della scrittura è di tipo tecnologico e quindi attiene alla maniera in cui possiamo conoscere il nostro passato. La trappola in cui non bisogna cadere è quella di considerare “cultura” solo ciò che ha una testimonianza scritta e/o che dà voce a bisogni “spirituali”, secondo un’impostazione di stampo gentiliano.

    Sicuramente l’argomento verrà ulteriormente ripreso dalla prof ma volevo rimarcarlo perché, ripeto, è uno dei cardini su cui si poggia tutto il corso della prof.

    Buona giornata 🙂

  2. marianorizzo ha detto:

    Mentre scrivevo il post, mi sono spesso fermato a riflettere (nemmeno troppo tranquillamente :P) a proposito di un argomento che balza facilmente agli occhi leggendo il lungo processo di definizione e accettazione del Principio di Sovrapposizione.
    Come abbiamo visto, i “padri fondatori” della Geologia sono stati spesso osteggiati dalla Chiesa; ora, senza entrare nel merito (ho esperienze catastrofiche di discussioni “virtuali” finite male in proposito :P), secondo voi è giusto mettere una qualsiasi ideologia prima del progresso, o il progresso prima di tutto?
    Certo, diciamo che se “qualcuno” non avesse messo i bastoni tra le ruote a Stenone e company probabilmente questo Principio avrebbe trovato fondamento un paio di secoli prima, e questo vale per una serie di altre scoperte scientifiche o situazioni socio-culturali… però, generalizzando e attualizzando questo concetto, è anche vero (o no?) che troppo progresso potrebbe portare MOLTO male all’umanità, specie in questo momento storico. Compagni di aula e di blog, cosa ne pensate? 😉

  3. iside1989 ha detto:

    Sono in parte d’accordo con te quando affermi che in passato c’è stato “qualcuno” che in nome di qualche ideologia ha in un certo senso contribuito a ritardare il progresso…e bene si, ci sono casi in cui il progresso non aiuta l’umanità, anzi…ora non verrei entrare in merito a una questione della quale si potrebbe discutere per giorni interi, però vorrei solo affermare che dal mio punto di vista il progresso è una delle più importanti armi nelle mani dell’uomo: la bravura sta nel saperlo usare con buon senso e con un unico fine: il bene dellumanità… purtroppo da qualche anno a questa parte ciò non sta avvenendo anza, come giustamente hai affremato prima, questo momento storico è abbastanza disastrato di per se quindi perchè sconvolgerlo ancora?:-)

  4. marianorizzo ha detto:

    Ciao Iside, benvenuta! Diciamo che, come al solito, eccedere in qualunque senso è deleterio 🙂

  5. Maria Grazia ha detto:

    Domanda da 100 milioni di dollari: ma che cosa intendiamo per progresso? :-°

  6. marianorizzo ha detto:

    Dunque, sul dizionario esistono due possibili definizioni: “processo di avanzamento, di sviluppo, e specialmente di miglioramento e perfezionamento”, oppure “miglioramento delle condizioni di vita e delle strutture sociali”. Ora, il fatto è che la maggior parte delle volte chi ha il potere e le qualità per cambiare veramente le cose, quasi sempre a livello tecnologico in generale (parlo sia delle macchine che degli OGM, tanto per intenderci) non si rende conto che, per migliorare una cosa, ne peggiora dieci altre che magari non hanno a che fare con l’uomo direttamente, ma che lo possono danneggiare pesantemente se a loro volta danneggiate.
    Però è anche vero che, paradossalmente,parlando dei campi in cui ancora abbiamo una lunga strada di migliorie da percorrere, come la medicina, dobbiamo combattere una battaglia contro l’ostruzionismo ideologico.
    E quindi le ricerche un nuovo carburante superinquinante che buca l’ozono e riscalda il globo vanno più che bene, ma quelle sulle cellule staminali o sulla paternità/maternità assistita sono “strumenti del diavolo”. Strano, neh? 😛

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