Le ferite di Didone

Immagine: Letteratura al femminile

Didone è una figura mitologica a cui sono profondamente legata. A margine del post di Olga, aggiungo qualche verso e qualche link…

At regina gravi iamdudum saucia cura
vulnus alit venis et caeco carpitur igni.

Ipsa tenens dextra pateram pulcherrima Dido
candentis vaccae media inter cornua fundit,
aut ante ora deum pinguis spatiatur ad aras,
instauratque diem donis, pecudumque reclusis
pectoribus inhians spirantia consulit exta.

Heu, vatum ignarae mentes! quid vota furentem,
quid delubra iuvant? est mollis flamma medullas
interea et tacitum vivit sub pectore vulnus.
uritur infelix Dido totaque vagatur
urbe furens, qualis coniecta cerva sagitta,
quam procul incautam nemora inter Cresia fixit
pastor agens telis liquitque volatile ferrum
nescius: illa fuga silvas saltusque peragrat
Dictaeos; haeret lateri letalis harundo.

Verg. Aen. IV,1-2; 60-73

Ma la regina, da molto tempo tormentata da un terribile spasimo d’amore,
alimenta nel profondo la ferita e si consuma nell’occulto fuoco.

Proprio la bellissima Didone, con la pàtera nella mano destra,
versa il contenuto tra le corna di una vacca bianca,
o, davanti ai simulacri degli dei, si aggira presso i ricchi altari,
e rinnova giornalmente le offerte, e ficcando lo sguardo ansiosamente nei petti aperti degli animali interroga le viscere palpitanti.
Ah, menti ignare degli indovini! A che giovano a lei fuori di sé le preghiere, a che i luoghi di espiazione e di purificazione? Frattanto una fiamma che illanguidisce divora le sue midolla e nel petto vive la segreta ferita.
Arde l’infelice Didone e vaga per tutta l’urbe fuori di sé, come una cerva colpita da una freccia che un pastore, tra i boschi di Creta, lontano incauta colse inseguendola con i dardi e ignaro le lasciò il volatile ferro: lei attraversa in fuga le foreste e i pascoli dittèi; è fissa nel fianco la freccia letale.

traduzione mia

Per chi volesse provare il fascino dell’ascolto in lingua, in questo sito si può ascoltare il file audio (mp3) con la registrazione della lettura del IV libro dell’Eneide. Il testo è recitato da Wilfried Stroh, professore di filologia Classica all’Università di Monaco di Baviera.

Nella Biblioteca Augustana (già presente nella sezione Risorse), potete trovare il testo completo con cui accompagnare l’ascolto. Come esercizio per la lettura, potrebbe essere utile 😉

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