Letteratura antica e letteratura moderna

L’ultima lezione della prof.ssa Colafrancesco di giovedi 7 maggio, mi ha spinto ad un’altra riflessione: un confronto fra la letteratura antica e quella moderna.

In passato la letteratura e le sue innovazioni erano considerevoli: l’elités della società veniva in un certo senso “coinvolta” ed “influenzata” dalle opere composte. Spesso gli scritti rappresentavano davvero una novità come per esempio le poesie di Catullo e dei cosiddetti “neoteroi”, i quali per la prima volta affrontano nella letteratura un tema non importante ( non di impegno politico o sociale) come l’amore,la vita sregolata, una vita di piaceri, ecc. Questa novità è sicuramente dirompente.

Questi poeti hanno fatto di ciò che scrivevano un vero e proprio stile di vita, come per esempio anche gli scrittori del movimento moderno della “Beat Generation” i cui romanzi rispecchiano ciò che è accaduto nelle loro vite ( penso ad esempio al romanzo “Sulla strada” di Jack Kerouack che ho letto e apprezzato molto).
Se penso a romanzi del Novecento che hanno lasciato un segno nella letteratura italiana mi vengono in mente nomi come “Gli indifferenti” di Moravia o “Il fù Mattia Pascal” di Pirandello ( anche questi letti e apprezzati molto 🙂 ). Anche questi ultimi, ognuno per le sue caratteristiche hanno “influenzato” e “innovato”, tant’è che a scuola nei libri di letteratura si studiano e spesso sono argomento di tesina per gli esami di maturità.

Ma dubito seriamente che le generazioni future studieranno autori come Dan Brown e Federico Moccia. Così arrivo alla mia riflessione. Oggi la letteratura è diventato un passatempo; come ha affermato la professoressa a lezione “oggi si legge per svago.” Ed è vero. E la cosa che mi colpisce è che si leggono solo romanzi come “Il codice da Vinci” o “Tre metri sopra il cielo”, che per quanto possano essere intriganti non rappresentano di certo la nostra letteratura.

I grandi “classici” del nostro patrimonio, ma anche della letteratura francese, inglese, o russa non vengono letti perchè considerati “pesanti”. Ma è davvero un comportamento giusto questo? Perchè succede? Ditemi cosa ne pensate 🙂
P.S. = questo ovviamente non è un attacco a questi romanzi o a chi li ha letti ( perchè io per esempio li ho letti entrambi 🙂 ) e ovviamente ritengo che sia giusto avere la lettura come passatempo: il libro può essere un luogo in cui rifugiarsi e fantasticare, ed è giusto che sia così. Solo che forse si dovrebbe prestare la giusta attenzione anche a libri che hanno segnato la storia ( e parlo anche a me stessa in questo caso… ma per fortuna non tutti vedono i classici come pesanti 🙂 )

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10 Responses to Letteratura antica e letteratura moderna

  1. Maria Grazia ha detto:

    Con grande piacere ti ho visto riapparire su questo blog 🙂 . Mi scuso per il ritardo con cui è apparso il post ma la nuova dashboard di wordpress fa le bizze ogni tanto…
    Ciao 🙂

  2. Giusy ha detto:

    Premetto che secondo il mio modesto parere, i libri di Moccia e di “chi ne fa le veci” non vanno neanche considerati tali, ma speculazione gratuita su argomenti oggi considerati sin troppo leggeri (quando leggeri non sarebbero dato che si parla di sentimenti personali..e non è poco).
    Per quanto riguarda i grandi classici della letteratura, credo che siano sottovalutati da molti giovani. Nel senso: mi sono resa conto di quanto la società del 2000 sia immobilitata, stabile, senza una corrente di pensiero che apre le porte a nuovi orizzonti intelletuali. E ci si rifugia in piccoli romanzetti che raccontano storie nella quale ognuno di noi ha la possibilità di immedesimarsi (senza nulla togliere ai romanzetti). E purtroppo non ci si rende conto molte volte di quanto gli autori della grande letteratura sono contemporanei..e parlo di Hesse, Calvino, Tolstoj, Dostoevskij, Kundera, Pirandello, Pavese, Vittorini..e potrei citarne tanti altri. L’uomo è sempre lo stesso: stesse passioni, stesse reazioni, stesse ricerche interiori, stesso rifiuto del tempo che corre imperterrito, stesso rifiuto della vita talvolta malefica..E’ solo il modo di proiettare il tutto all’interno del mondo che cambia!!

  3. Olga ha detto:

    E già… sono tornata!! 🙂 Comunque concordo con quanto affermato da Giusy…Non credo che l’uomo sia cambiato, anzi fondamentalmente le esigenze sono le stesse…Però credo che il nostro modo di rapportarci ad esse non sia quello adeguato…

  4. Davide ha detto:

    Buon post, interessante (grazie Maria Grazia per la segnalazione).

    Non condivido interamente l’ipotesi dello “svago” – se la letteratura non è divertente, perché dovrei fare la fatica di aprire il libro?
    Più che altro è come ci svaghiamo.

    Il punto, credo, nella distinzione fra classici (o semplicemente buona letteratura) e ciarpame, sta nel diverso approccio ai tre ingredienti della narrativa:
    . piacere della lettura
    . esplorazione/sperimentazione
    . rassicurazione

    I buoni romanzi giocano sul piacere della sperimentazione – spaventano ed affascinano il lettore, salvo poi offrirgli una minima rassicurazione ironica.
    Il ciarpame gioca sul piacere della rassicurazione – culla e narcotizza il lettore.

    [avevo scritto circa sei pagine, ma poi non mi è parso il caso – le metto sul mio blog…]

  5. Maria Grazia ha detto:

    Allora, Davide, vorrà dire che verremo a leggerle sul tuo blog le 6 pagine 😉 (sempre esagerato!).

    Mi ha colpito molto questa relazione tra spavento/fascino e “minima rassicurazione ironica”… Sono curiosa di sapere cosa ne pensa la prof. Io nel frattempo medito.

  6. Pasqua Colafrancesco ha detto:

    Un grazie ad Olga che fa vivere questo blog e alle voci femminili dell’aula che raccolgono prontamente le sue sollecitazioni: anche solo per loro è valsa la pena di offrire questo strumento progettato con tanta competenza e passione da Maria Grazia. Mi chiedo in quale piccolo giardino segreto siano chiusi tutti gli altri, ma forse comunicare non è poi come si dice l’attività prevalente delle nuove generazioni!. Quanto alle riflessioni su classici e letteratura di svago concordo con Davide ( anzi benvenuto nel nostro blog!) che la lettura deve essere un piacere estetico ed emotivo e i grandi autori del passato erano perfettamente consapevoli di questo quando curavano qualche volta fino all’eccesso la forma perchè aderisse come perfetta simbiosi al contenuto. Nella letteratura contemporanea questo spesso non accade e una forma approssimativa e ammiccante ricopre contenuti evanescenti di rapido consumo.

  7. […] da Davide su Maggio 13, 2008 Mi viene segnalato un buon post sul tema di Letteratura Antica e Moderna che pare fatto apposta per suscitare dibattiti.Dopo aver postato un commentino rapido-rapido sul […]

  8. Olga ha detto:

    Sono contenta di vedere che la mia riflessione abbia portato a questo interessante dibattito!! 🙂 Vorrei dire una cosa: (mi ricollego a quanto detto da Davide) se intendiamo la letteratura come svago, è giusto che il libro debba piacere ( e ovviamente i gusti sono soggettivi 🙂 ) e quindi il contenuto del libro può anche essere di non elevato impegno nella tematica affrontata; ma a mio parere il libro non è soltanto svago… Un grande classico come “Il fù Mattia Pascal” (ma non solo ovviamente, questo è un esempio) ci apre una finestra sul mondo com’era all’epoca, sulla società, sui modi di reagire del’uomo nelle situazioni, ecc. Allora mi chiedo: perchè non utilizzare la letteratura non solo come svago ma anche come mezzo che aiuti nella riflessione?

  9. Maria Grazia ha detto:

    Ti informo che la discussione sta continuando anche qui

  10. Olga ha detto:

    Grazie per avermelo segnalato!!Sembra che sia nata proprio una discussione interessante!! 🙂 Mi fa piacere!! 🙂

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