Se avete un blog…

Mi ha fatto veramente piacere oggi potervi conoscere e scambiare due idee con voi. Tra le altre cose, mi ha permesso di scoprire i blogger che già si celano tra di voi 😉

Dunque, mi è venuta un’idea: se volete utilizzare il vostro di blog per pubblicare le attività a distanza, non ci sono problemi. Basta che mi avvertiate, in maniera che li registriamo nel nostro blogroll e mettiamo i link ai post che ci interessano.

Fatemi sapere, così decidiamo una modalità comune che permetta a tutti di reperire prontamente i contributi dell’intero gruppo.

Buona giornata 🙂

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12 Responses to Se avete un blog…

  1. iamarf ha detto:

    Ovvia si comincia 😀

  2. Giusy ha detto:

    Mi ha interessata la sua frase a fine lezione..”Se siete a conoscenza di altri danni a beni culturali potete scrivermi..”
    Non vado lontano geograficalmente parlando..La nostra città è stata privata di un grande bene culturale sede non solo di opere liriche, ma anche di spettacoli teatrali a livello di De Filippo e musica italiana a livello di Giorgio Gaber..E sappiamo che mi sto riferendo al Teatro Petruzzelli..Sono passati 17 anni dall’incendio ed è ancora in corso un procedimento giudiziario atto ad indagare sulla responsabilità penale..
    Il Teatro La Fenice è stato anch’esso distrutto da un incendio..e in circa 8 anni è stato ricostruito..e oggi è sede non solo di numerose stagioni operistiche, ma anche del Festival internazionale di musica contemporanea..
    Ma dimenticavo..qui non siamo a Venezia…
    Si dice che la riapertura del Teatro Petruzelli è prevista entro dicembre 2008..
    E in questo caso noi giovani non credo possiamo fare tanto…
    A proposito..sono una studentessa di letteratura latina del corso scienze dei beni archeologici..(dato che oggi ci ha chiesto di specificare il nostro corso di studi..)

  3. Maria Grazia ha detto:

    Ciao Giusy e benvenuta 🙂

    Grazie per la specificazione ma mi occorre soprattutto quando mi scrivete la prima mail, così so dove collocarvi 😉

    Per quanto riguarda l’incendio del Petruzzelli, quello che abbiamo detto a proposito delle tante implicazioni del “valore” di un bene si moltiplicano a raggiera. Con l’incendio del teatro è stato dato un colpo mortale alla vita culturale della nostra città, che solo negli ultimissimi anni sta dando lentamente deboli segnali di ripresa.

    E’ vero. Qui non siamo a Venezia eppure il valore della cultura dovrebbe essere lo stesso ovunque in Italia. Ne eravamo quasi certi oggi in aula. O no?

    @Andreas
    E sì che si comincia 🙂 Io sono andata già a dare una sbirciatina ai blog dei tuoi studenti… Very good!
    PS ragazzi e ragazze vi presento Andreas Formigoni (iamarf per i blogger 🙂 ), docente di Informatica alla Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze.

  4. Giusy ha detto:

    Sono d’accordo con lei..il valore della cultura dovrebbe essere lo stesso ovunque in Italia. Ma la mia ironia era riferita per la maggior parte ad una questione burocratica e legislativa. Non credo si sia colta.
    Ma il valore della cultura “dovrebbe” essere lo stesso. Qui a Bari solo negli ultimissimi anni i giovani si stanno muovendo per creare ambienti e situazioni di confronto culturale. Ed io stessa mi impegno in un cambiamento della società. Ma alle volte la meta è quasi irragiungibile.
    Non vorrei cadere in discussioni proprie della mia indole negativa di questa mia città.
    Se sono a conoscenza di altri danni a beni culturali,le scriverò molto volentieri..

  5. Maria Grazia ha detto:

    L’ironia è stata colta (anche il mio “o no?” era amaramente ironico)… 🙂

  6. olga ha detto:

    credo che la differenza effettivamente sia a livello governativo,nel senso che al nord o meglio ancora in altre nazioni è lo stesso governo che da importanza al bene culturale,al passato e alla storia della sua nazione.qui in italia,ma in particolare al sud vedo il più totale disinteresse nel valorizzare il nostro passato che pure sarebbe così ricco e così interessante.anche questo lo dico con rammarico,sperando in un miglioramento,che poco alla volta,a piccoli passi potrebbe essere realizzato.

  7. Palmionet ha detto:

    Sono Michelangelo studente di letteratura latina del corso scienze dei beni culturali indirizzo archeologico.Inanzitutto un saluto a tutti!!! Sono molto contento che già qualcuno ha sfatato la paura del blog (Grazie Giusy!!!)… così non mi tocca fare il primo intervento 😉
    Stupito da queta iniziativa di un blog ringrazio tutti coloro che sono gli ideatori e realizzatori, proprio perchè purtroppo, come già parlavamo a lazione, i livelli di conunicazione all’interno della nostra università non sono il massimo (a differenza di altre) e perchè è un modo molto originale (per il nostro percorso formativo 😉 ) di scambiarsi idee, pensieri, perprlessità e anche difficoltà in riferimento a quello che è il nostro percorso didattico… 🙂
    Rifacendomi alla domanda che è stata suscitata ieri a lezione riguardante quelli che sono i danni ad alcuni nosti beni cluturali mi viene in mente il terremoto del 26 Settembre 1997 in Umbria (che comunque interessò anche altre regioni come esempio le Marche); e in particolar modo però vorrei soffermarmi su quelle che sono state le lesioni alla basilica superiore, con il cedimento della volta in due punti che causò il crollo di parte degli affreschi sulla volta, tra cui il il San Girolamo (attribuito da alcuni a Giotto giovane) dove erano raffigurati i Quattro dottori della Chiesa; la figura di San Matteo e sulla volta raffigurante i Quattro Evangelisti di Cimabue; per poi non parlare anche della volta stellata!!!
    A tal proposito però non possiamo non amettere l’incapacità dell’uomo a proteggere questi beni dalle minacce o meglio dalle catastrofi narurali!!! …..Come si fa???….. Rassegnarsi??? Prevenire???…. ???

  8. Maria Grazia ha detto:

    @ Olga
    Il problema che sollevi è veramente “culturale”, nel senso che chiama in causa la cultura di un popolo e di una nazione intera. Diamo valore a ciò che consideriamo un valore e quando si perde di vista la collettività, la consapevolezza che il patrimonio culturale siamo noi e rappresenta la nostra storia allora il disinteresse per la nostra cultura diventa il sintomo di un malessere collettivo ben più grave…

    @ Michelangelo
    Beh, sulle catastrofi naturali non possiamo fare molto, ovviamente! L’unica cosa che possiamo fare è solo recuperare (dopo). Però sui danni che facciamo noi…

  9. Olga ha detto:

    effettivamente è così…il disinteresse è sicuramente a livello governativo,ma noi cittadini a volte non siamo tanto migliori di chi ci governa….penso ad esempio agli atti vandalici di cui ogni tanto si sente parlare…come si fa a rovinare ciò che rappresenta il nostro passato??a questo non riesco a dare una risposta perchè a me personalmente non verrebbe mai in mente una cosa simile!!è ridicolo che non si abbia rispetto e non si diano il giusto valore e la giusta importanza alle testimonianze della nostra storia…

  10. Laura ha detto:

    Mi ricollego a ciò che ha detto Olga.Sicuramente gli atti vandalici nelle varie città sono il segnale maggiore dell’assenza di cultura, non solo storico-artistica, che oggi riguarda la nostra popolazione. Cultura intesa in un senso ampissimo, che comprende l’educazione al rispetto,l’amore verso il nostro passato…ma anche semplicemente la capacità di vedere e non solo guardare, di prestare attenzione a ciò che ci circonda, la curiosità di sapere attraverso le testimonianze in nostro possesso da dove proveniamo.E la comprensione del fatto che – pur non essendo espressione di un progresso immediato (i ragazzi non rovinerebbero mai l’ultima versione della playstation) – i nostri monumenti, le nostre opere, la minima testimonianza che abbiamo oggi sono l’evidenza del progresso sì lentissimo, ma più importante, quello che oggi ci consente di essere ciò che siamo. Come mai l’insegnamento di materie come storia dell’arte, ad eccezione dei licei artistici, è relegata ad un ora settimanale? Perchè in alcuni istituti non è presente questa materia? Perchè i bambini leggono venti libri di Harry Potter da mille pagine l’uno e poi non reggono un documentario semplice semplice di trenta minuti? Che la superficialità che ci circonda, che la materialità che diciamo di usare ai fini del benessere collettivo stiano entrando dentro noi ad impoverirci l’anima? Non capisco, non capirò mai come possiamo svalutare in questo modo delle orme del nostro passato che sole hanno un valore immenso, che sole ci permettono di tuffarci in un viaggio senza limiti di tempo e spazio. Le tracce lasciate come briciole da chi ci ha preceduti per permetterci di sapere, di capire. Possiamo educare noi stessi e gli altri a sentire nostro DAVVERO tutto questo, come se davvero fosse un album di fotografie che contenga i ricordi della nostra civiltà? Spero di sì. Spero che piano piano riusciamo a ridurre la superficialità che ci divora dall’interno…nel frattempo, vogliate scusare il mio sfogo che non sono riuscita a controllare.Buon pomeriggio a tutti!

  11. Maria Grazia ha detto:

    Il problema è, come emerso, puramente “culturale” dove per tale si intende lo sviluppo di una coscienza collettiva, di un “noi” non meramente egoistico che riflette e ricorda i passi che ci hanno portato fin qui. E la formazione, da questo punto di vista, è il punto cruciale. A tutte le età.

    Leggendo le tue parole, mi sono venute in mente quelle di un mio alunno, scritte in seguito alla visita ad una masseria fortificata in stato di abbandono, di cui avevamo precedentemente ricostruito la storia e le funzioni. Non credo di dover aggiungere altro…

    In pullman curiosi,
    là soddisfatti e delusi
    per la masseria sola e imponente
    senza amici attorno.
    Era circondata da ragnatele di pietra e la guardavo
    mentre venivo infuocato dal sole.

    Michele (IV elementare)

  12. olga ha detto:

    Le parole di questo bambino riflettono pienamente lo stato di ciò che oggi circonda i segni tangibili del nostro passato,più antico,come più recente.Come quella masseria,tante altre testimonianze antiche sono in stato di abbandono,e andrebbero valorizzate.Ma come si può fare questo se le nostre coscienze non cambiano?siamo per primi noi a non dare la giusta importanza…e sarebbe utile se a partire dalle scuole per i più piccoli avvenisse questa sensibilizzazione( e qui mi sono ricollegata a quanto detto da laura)…l’uomo non utilizza con saggezza i mezzi che ha a disposizione per risolvere questo problema perchè si culla nell’atteggiamento di superficialità che ci fa pensare: “Tanto fa parte del passato.A che serve più?”Ed è qui l’errore…è questo modo di pensare che dovrebbe sparire…

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