Che cos’è un bene culturale?

Il termine “Beni Culturali”, assieme all’altro equivalente di “Patrimonio culturale”, è molto diffuso, usato (e abusato) in molte occasioni. E’ probabile che non tutti quelli che utilizzano questo termine siano in grado di fornire una definizione formale o comunque univoca di questo termine.

Come nel paradosso di Croce secondo cui l’arte è ciò che tutti sanno cosa sia, in mancanza di una definizione formale, potremmo individuare quella di bene culturale in

tutto quello che la nostra società riconosce come tale.

L’accettazione, sic et simpliciter, di questo tipo di definizione implicherebbe però il rischio di fornire un concetto mutevole di bene culturale, dipendente dai tempi e dalla cultura di riferimento.

Ciò che oggi (o in un certo luogo) verrebbe definito un bene culturale potrebbe non esserlo più domani (o altrove) e perdere così il diritto alla sua tutela.

Il Codice Urbani (art. 2, c.2) individua come beni culturali

le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.

A prescindere dall’esistenza o meno di una definizione più o meno condivisa, la storia (ma anche la cronaca più recente) ci dimostrano come, il riconoscimento del bene culturale in quanto tale e la sua preservazione da eventuali distruzioni, danneggiamenti o furti non sono necessariamente correlati. Anzi…

Per chiarire il concetto, prendiamo in considerazione qualche caso concreto….

1. La distruzione dei Buddha di Bamiyan (2001)

distruzione-buddha2.gif

2. L’alluvione di Firenze del 1966

Ascolta l’audio del Madrigale recitato da Giorgio Albertazzi [da Rai Teche].

Nota tecnica: per ascoltarlo occorre il lettore Real Player, scaricabile gratuitamente da qui.

L’accostamento di questi due avvenimenti non è ovviamente casuale. Ci aiuta a capire che “l’essere un bene culturale” non implica automaticamente la sicurezza della tutela o la certezza di una mobilitazione internazionale come quella verificatasi in occasione dell’alluvione del 1966.

Cosa ne pensate in proposito? Quali sono state le vostre impressioni leggendo e ascoltando i documenti? La discussione è aperta…

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10 Responses to Che cos’è un bene culturale?

  1. Laura ha detto:

    Ho appena visto il filmato dell’alluvione di Firenze e lo stato in cui erano varie opere…non ho parole,e mi commuove sapere che dei ragazzi come me avevano tanto amore per ciò che è nostro e lo sentivano talmente tanto rappresentativo della propria cultura, della propria storia,della propria identità da giungere da ogni posto per cercare di salvare la nostra Firenze…nostra intesa davvero nel senso più totale. La seconda sensazione è di sgomento per la consapevolezza che oggi poche persone farebbero lo stesso. Nell’epoca in cui siamo tutti più “acculturati” è proprio il bene culturale, il nostro rappresentante, la sola cosa che può testimoniare la nostra esistenza, ad essere ignorato e predato in una maniera indecente.

  2. olga ha detto:

    sono una studentessa di letteratura latina. anche io ho visto il filmato dell’alluvione a firenze e anche io sono rimasta fortemente colpita.penso che se all’epoca ci fossi stata io,avrei fatto parte di quel gruppo di giovani che si è mobilitato cn tanto impegno incurante delle difficoltà a cui andava incontro.sono d’accordo nel ritenere che oggi nn accadrebbe la stessa cosa,e lo dico con rammarico.

  3. miriana ha detto:

    Ma se intendiamo per bene culturale solo quello che la nostra società riconosce come tale,non rischiamo di giustificare l’atto osceno fatto contro i buddha?Io penso che sia necessaria un idea universale di bene culturale per non dover più trovarsi di fronte ad una tragedia come quella avvenuta a Bamiyan,anche se sono consapevole di quanto ciò sia un’utopia.Ma se è impossibile trovare un accordo su ciò che dovrebbe essere considerato un bene culturale universale,forse l’unica soluzione è il rispetto anche per ciò che non viene ricosciuto e valorizzato dalla propria società…ma forse anche questa è un’utopia….

  4. Maria Grazia ha detto:

    Infatti, è per questo che abbiamo scritto “L’accettazione, sic et simpliciter, di questo tipo di definizione implicherebbe però il rischio di fornire un concetto mutevole di bene culturale, dipendente dai tempi e dalla cultura di riferimento.”…

    Per quanto riguarda l’utopia, come fai a valorizzare/tutelare qualcosa che per te (non intesa come Miriana, ovviamente 😉 ) e il contesto in cui vivi non ha valore?

  5. miriana ha detto:

    Ma lei non crede che i buddha siano stati distrutti con l’intento di ledere un bene altrui?io credo che loro fossero consapevoli di distruggere un bene culturale(anche se nn ricosciuto dalla propria cultura)…………….ribadisco che il problema è il rispetto.

  6. Maria Grazia ha detto:

    A mio parere, nella vicenda in questione c’è stata una “prova di forza”, alimentata sicuramente dal fanatismo religioso ma anche dal clamore mediatico che si è accompagnato alla minaccia (sfortunatamente messa in atto). Ufficialmente, la motivazione dei talebani era quella di distruggere – più che un bene culturale – un simbolo del passato “idolatra” del Paese ma, sicuramente, lanciare un messaggio di “distinzione” da una sfera di valori che li avrebbe accomunati all’Occidente ha fatto la sua parte.

    Su questo argomento, è molto interessante questa intervista a Giovanni Carratelli che ho linkato anche negli approfondimenti sul caso.

    Fammi sapere cosa ne pensi 🙂

  7. miriana87 ha detto:

    Ho letto l’intervista…ed è stato molto utile per chiarire ulteriormente la questione…per Giovanni Carratelli l’unica soluzione è l’appello alla non violenza e alla ragione…anche se la storia ci insegna quanto questo sia tanto desiderato ma raramente raggiunto..

  8. Olga ha detto:

    mi aggiungo…ho letto anche io l’intervista…la non violenza e la ragione sono da sempre aspirazioni dell’uomo (la storia ce lo insegna…se vogliamo pensare a qualcosa di recente ci sono due grandi esempi Gandhi e Martin Luther King),ma purtroppo sono aspirazioni difficili da raggiungere…l’indole dell’uomo è quella di prevalere sull’altro,e un modo per farlo è proprio la violenza…io credo che se i Buddha sono stati distrutti alla base c’era proprio questo bisogno di prevalere,unito al desiderio di distruggere un bene altrui…

  9. Maria Grazia ha detto:

    Più che distruggere un bene dell’altro direi piuttosto che la spinta è data dal desiderio di distruggere ciò che per l’altro è un bene, un valore, un simbolo. Il che, però, non implica che il bene non “appartenga” idealmente anche al distruttore… Il patrimonio culturale è dell’umanità ma questo è proprio il valore più difficile da condividere.
    La vicenda del ponte di Mostar (qui documentata) è rappresentativa a tale proposito.

  10. Olga ha detto:

    giusto!!era esattamente quello che volevo dire…volevano distruggere i buddha sapendo che rappresentavano per gli altri un bene,anche se l’idea dei buddha come bene appartiene effettivamente anche a chi gli ha distrutti…

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